"Non illudiamoci che la memoria sia fatta di ombre, è fatta di occhi che ti guardano dritti in faccia e dita che ti accusano..."
"Tutto sembrava perduto e invece è accaduto qualcosa di inatteso...i fantasmi della memoria passata hanno preso forma, come scacciarli? La sua voce, il suo corpo...è parte di me stesso." -Max-
1957, il mondo è da poco uscito, non senza conseguenze, dalla dittatura del "Terzo Reich". Max (Dirk Bogarde) ex carceriere nazista lavora come portiere di notte all'Hotel der Oper di Vienna nel quale ex ufficiali nazisti tengono riunioni segrete per eliminare qualsiasi testimone vivente che possa condannarli delle atrocità di cui si sono resi colpevoli durante la Shoah. Perché "i documenti possono essere bruciati, ma gli esseri umani non sono altrettanto maneggevoli". All'albergo arriva Lucia (Charlotte Rampling) ex deportata ebrea giunta dall'America con il marito.
Max e Lucia, aguzzino e prigioniera, si incontreranno e si riconosceranno; da prima rifiuteranno vicendevolmente gli sguardi, ma poi i ricordi di violenza e dolore riaccenderanno un'inevitabile passione. Sarà a teatro, durante la rappresentazione del "Flauto Magico" di Mozart, che i due incroceranno e sosterranno lo sguardo l'uno dell'altra. Proprio quando Papageneo, l'uccellatore rivela a Pamina che se gli uomini provano amore è sempre per bontà di cuore e, dunque, la donna ha il compito e il dovere di rispondere e condividere questi impulsi, poiché l'amore è ciò che innalza l'uomo e la donna al divino. Da questo momento e su queste note teatrali, i flashback degli abusi sessuali, avvenuti tra gli squallidi letti del lager, si trasformeranno per Lucia in ricordi di amore, accendendo un rinnovato desiderio.
